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Ta-mari Wicca

 
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NoviLuna
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MessaggioInviato: Lun Dic 13, 2010 11:08 am    Oggetto: Ta-mari Wicca Rispondi citando

La via della Wicca sulla quale cammino è una nuova via, ancora non è propriamente una tradizione: una tradizione è come un sentiero piastrellato, conosciuto e preferito da molti viandanti e quindi battuto da numerosi piedi per parecchi anni, tanto che il lucido delle piastrelle forse nel mezzo ormai non c'è più.
La via che, invece, da qualche anno percorro in compagnia di qualche volenterosa anima (circa una ventina di persone sparse in tutta Italia), più che un sentiero è un’avventura: ci addentriamo nel fitto del bosco, tra rovi e radici e rami e cespugli, facendoci largo a fatica, ma con tanto rispetto, e ripulendo, spazzando, cercando di capire dove il terreno vuole essere scovato in mezzo alla vegetazione ed alle pietre e facendo il possibile perché rimanga una traccia del nostro passaggio in modo che, chi si sente attratto come noi da questo lavoro enorme ma entusiasmante, possa in qualche modo raggiungerci e magari dare il proprio contributo a costruire la strada....Alle volte ci sembra di essere, anziché in un bosco fresco e rigoglioso, nel bel mezzo di un deserto di sabbia a mezzogiorno. A volte pare che le dune siano tutte uguali ed abbiamo l'impressione di girare a vuoto, ma poi giunge la sera e a naso in su ci lasciamo guidare dalla nostra buona stella.
Un lavoro, il nostro, che abbiamo chiamato Ta-mari.
Ta-mari vuol dire "l'amata" ed è una parola egizia, infatti questa via della Wicca si ispira all'Egitto antico del tempo dei faraoni. Non è, però, una mera ricerca di usi e costumi religiosi da ricalcare oggi come un tempo, cosa che sappiamo inadeguata alle nostre necessità spirituali. E' piuttosto un percorso che si congiunge con le proprie radici ad anelli antichi e si svolge aggiungendo nuovi anelli man mano che la conoscenza tra i Boschetti, così si chiamano le congreghe Ta-mari, ed I Nove, le nostre divinità, si stringe assieme all'amicizia che ci lega e al lavoro che ci impegna, formando una catena che vogliamo lunga e mai spezzata.
Ta-mari nasce in una notte del dicembre 2005, poco dopo il solstizio invernale, durante la quale, invece di dormire, fui buttata giù dal letto e “costretta” a scrivere sotto dettatura quello che avremmo riconosciuto poi come il Mito Ta-mari. E’ attorno al Mito che si è concentrata tutta la nostra attenzione ed è dal Mito che tutto si è sviluppato.
Nel nuovo Mito Ta-mari, le Divinità erano celate dietro simboli e quando le abbiamo contattate si sono presentate a noi con nomi e forme riconducibili agli antichi miti egizi, poi, pian piano, hanno rivelato una forma che esigeva nomi e modi di relazionarci del tutto nuovi.
Ecco le divinità dell'Enneade Ta-mari, i Nove:
Bamyu dea Madre del Plenilunio, del mare e della danza (e di molto altro...),
Harymu dea del Novilunio, della speranza e del pianto(...),
Ikarw dea del Sole, della guerra e e dei portali,
Kahiji dio delle Stelle, dei sogni e della rinascita,
Samiti dio Padre della Terra e della prosperità,
Biniti dio della regalità e della ribellione,
Sishyakhi dio della conoscenza e dell'inganno,
Hupwi dio psicopompo della guarigione e della risata,
Shiw dea dell'Armonia e della Realtà.
Imnra, che non figura nell'Enneade non essendo propriamente una divinità, è l'invisibile filo conduttore che li unisce tutti e ci unisce tutti a loro.
La ritualità Ta-mari è in parte originale ed in parte si riallaccia al lavoro che riconosciamo ben fatto di tradizioni come la Gardneriana e l'Alexsandriana, proprio per quel concetto di continuità che ci piace tanto: facciamo Wicca non altro.
L'anno Ta-mari non inizia il 1 novembre come per tutte le altre streghe, ma comincia con l'equinozio di primavera (20-22 marzo), il giorno del Ban-ban, la Fenice: il primo Sole sorge sulla collina emersa che è l'uovo cosmico, la natura si sveglia dal torpore del nulla e chi ne fa parte prende coscienza di sè e del proprio potere.
La conoscenza di sè si completa solo attraverso lo specchio, l'altro da sè che va portato dentro: è l'Amore e tutta la natura risponde.
Viene così il giorno delle Nozze Sacre (30 aprile-1 maggio) e la Dea-madre Bamyu e il Dio-padre Samiti si uniscono: l'Onda si dondola sullo Scoglio.
Attraverso l'unione, il patto, la Dea incorona il Dio e lo fa suo pari e, assieme a lui, riconosce pari tutte le creature, le forme che danzano.
E' un'alleanza che non verrà sciolta: è il solstizio d'estate (20-22 giugno), il giorno della Corona.
Accettare la corona è accettare di darsi, di offrirsi, sacrificarsi. Le forze del cambiamento si preparano, la scintilla della ribellione si accende e le fiamme si liberano dal cielo e scottano la terra.
Tutto raggiunge il massimo splendore, pare che voglia esplodere. Occorre placare la Dea del Sole dell'Alba e del Tramonto, Ikarw: è il giorno della Birra rossa (1-15 agosto), il giorno dell'Ebbrezza.
Ma la vita si nutre della vita e la morte è una porta necessaria tra una vita e un'altra, così benché la Dea rinunci alla sua rabbia, essa prende vita a sè in Biniti suo figlio, l'Eroe che uccide Samiti e ne prende il posto: è l'equinozio d'autunno (20-22 settembre), il giorno del Sacrificio. Bamyu piange la morte del suo sposo assieme a tutta la natura, che si ritira in sè per celebrare i riti funebri, mentre nel ventre della Dea già la vita sta ridestandosi nel figlio che nascerà. E' il giorno dei Morti (31 ottobre-2 novembre). L’anno finisce e un tempo non-tempo domina il mondo.
(Questo tra il 2 novembre ed il 20 marzo è un periodo speciale, "fuori" dall'anno, un periodo di "incubazione" che serve da ponte tra una vita ed un'altra. Un periodo in cui fare il bilancio della vita precedente e pianificare quella successiva.)
Il Dio Samiti si perde negli Abissi, perde il suo nome; il labirinto delle Ombre è la prova da superare per riconquistare l'identità. Egli trova in sè la luce e la forza di elevarsi al di sopra del buio e crea la strada delle stelle, la via del ritorno. Come un faro illumina la rotta per quelli che torneranno dopo di lui, mentre conduce la sua barca fuori dal Nun verso la terra ferma e mette piede su di essa con il nome conquistato di Kahiji, l'Osiride, Maatkhiri! E' il solstizio d'inverno (20-22 dicembre), il giorno del Ritorno.
Ora il figlio della Dea Bamyu e del Dio Samiti, concepito durante le Sacre Nozze il 1 maggio, è pronto per venire alla luce come una piccola fiamma, perché la vita ha vinto: è il giorno delle Candele (1-2 febbraio), la nascita di Hupwi.
La fiammella della candela cresce e diviene splendida Fenice, il Ban-ban si alza di nuovo in volo sulla collina emersa dalle acque e volteggia, a spirale, senza fermarsi, verso l'infinito. Un nuovo anno apre le porte e un nuovo braccio della spirale si allarga verso nuovi orizzonti (20-22 marzo).
_________________
Mille benedizioni,
NL A.
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